Tecnica chirurgica mini-invasiva percutanea, con endortesi endosenotarsica  nel trattamento del piede piatto valgo.

 
Tale intervento viene preso in considerazione se non si è avuta la giusta correzione entro l’8°-9° anno di età. 
 
L'intervento consiste nell'introduzione di una semplice vite per via percutanea attraverso un forellino della cute, al’interno del seno del tarso.
Il synus tarsi è quello spazio normalmente esistente tra calcagno e astragalo tra le articolazioni della sottoastragalica la cui escursione eccessiva in pronazione è responsabile della deformità.
L’introduzione pertanto di una vite ad incastro in questo spazio  limita l’iperpronazione impedendo lo scivolamento dell’astragalo sul calcagno. Tale correzione è inizialmente di natura meccanica ma successivamente assume una natura propriocettiva, in quanto lo stimolo meccanico esercitato dalla vite a livello dei recettori presenti nei tessuti del synus tarsi stimola per via riflessa i muscoli deputati al mantenimento della volta la cui tensione viene adattata alla nuova situazione
 
L'intervento è tecnicamente molto semplice,  ha una durata di circa 5-10 minuti, in anestesia locale con blanda sedazione per evitare stress al piccolo paziente.
 
Il ricovero avviene in one-day-surgery con permanenza di 12-24 ore nella struttura
 
Al termine dell’intervento viene confezionato uno stivaletto gessato  da carico che dovrà essere portato per 15-20 giorni
Dopo tale periodo il gesso viene rimosso e viene prescritto un ciclo di 10 giorni di fisioterapia 
 
 A due mesi dall'intervento il piccolo paziente può tornare a correre e a praticare l'attività sportiva desiderata.
 
I risultati sono nella stragrande maggioranza dei casi ottimi con riallineamento del retropiede e incremento notevole della volta longitudinale mediale del piede e non sono state in pratica osservate reazioni avverse al prodotto o mobilizzazioni dell'impianto che hanno richiesto la rimozione. 
 
L'intervento è indicato nei soggetti in accrescimento,  tra gli 8 e i 12 anni, con piede piatto-valgo di terzo grado.  
 
Il conclusione l’intervento di artrorisi rappresenta una soluzione efficace, allorquando la terapia ortesica non ha sortito effetti, considerando oltretutto la minima  invasività chirurgica, la rapida ripresa funzionale del distretto e la possibilità di sottrarre questi pazienti ad interventi chirurgici maggiormente aggressivi e demolitivi  che spesso si rendono necessari appena superata l’età dell’accrescimento scheletrico e spesso nell'età adulta 

piede piatto

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Dott Fabrizio Sergio +39.338.9554337 fsergio@libero.it